La storia

La Storia del Consorzio Produttori Agricoli di Rumo - da “Gli uomini del latte”

Fino a quasi la metà degli anni Cinquanta a Rumo funzionavano ancora quattro caseifici turnari, tutti vecchi e malandati. Finalmente, dopo molte resistenze, si unirono le forze e nel 1954 venne costruita la nuova società cooperativa Consorzio Produttori Agricoli di Rumo e il primo gennaio 1959 iniziò l’attività nell’attuale caseificio che successivamente fu oggetto di importanti ampliamenti e ristrutturazioni per arrivare alla sede di oggi. Il primo grande intervento di ristrutturazione venne fatto nel 1984 e riguardò principalmente i locali di ricevimento e spaccio formaggi, un secondo nel 1990 interessò il rifacimento della sala di lavorazione del latte e l’ultimo, nel 2000, riguardò l’ampliamento del magazzino di conservazione del formaggio.

Inizialmente si produceva formaggio nostrano, che però rendeva poco, perché non vi era un mercato remunerativo. Si decise quindi per il cambio di produzione indirizzandosi sul grana, di gran lunga più ricercato, anche perché la qualità del latte era buona e bravo era il casaro Mario Ciatti, un personaggio sicuramente particolare.

Di seguito alcuni passaggi dell’intervista di Renzo M. Grosselli a Ciatti e riportata sul quotidiano l’Adige del 21 settembre 2008

“Mio papà era casaro, ma ancia me nono e me bisnono e forsi ancia da prima”… Fu negli anni Sessanta che fecero un caseificio che raggruppava quelli di Lanza, Mione, Mocenigo, Corte e Marcena. Poi aggregarono Preghena, Livo e Bresimo. Una vocazione tua? “Mi no volevi far el ciasaro” Prendevo in affitto le malghe, pagavo il latte e mi tenevo formaggio e burro. Ho iniziato ad andare in malga nel 1940… “sota l’aca e sota ‘l sol”. Aveva 15 anni ma già a 10 aveva iniziato a dare una mano al padre Silvestro a fare il formaggio. “Gestivamo tre caseifici a Mione, Corte e Marcena, facevamo il formaggio nostrano. Magrissimo perché facevamo tutto il burro che si poteva”.

“Ghe voleva la manarota a taiar le forme. Il burro lo vendevamo subito, era quello che dava i soldi alla gente”… Come erano i casari della tua gioventiù? …Puliti? “La pulizia è la prima dote del casaro, io ho sempre cercato la pulizia assoluta. Al tempo si faceva quello che si poteva. Devi pensare che non c’erano le piastrelle e il pavimento era di terra battuta… Avevo un tocco più sensibile di altri per fare il formaggio. L’è le man che fa ‘l formai. Papà era geloso… ma io avevo iniziato col nonno. Il termometro non lo usavo quasi mai, ci mettevo le mani. Devi sentire la pasta, se è compatta, morbida”.

Ma alla fine degli anni 50 il formaggio nostrano sembrava non avere più mercato… La soluzione c’era però, lì vicino. “In valle i ciasari taliani, mantovani, avevano cominciato a fare il grana a Romeno, Cavareno, Cloz. Il secondo sono stato io a Rumo. Il grana è il formaggio più difficile che ci sia nella preparazione”… Stava nascendo il Trentingrana. “I contadini non volevano, era un rischio. Ma il mio presidente era un tipo in gamba, Tobia Podetti. Mi disse di fare il grana e se non fosse venuto bene avremmo fatto fagotto in due… Ma fu anche fortuna perché venne bene subito, la prima volta… forse anche perché io ho il bernoccolo”

Il primo presidente, promotore della nascita della società, è stato Andrea De Stanchina, padre di Giovanni, quest’ultimo già dirigente della Provincia autonoma di Trento e direttore della Stazione Sperimentale di S. Michele all’Adige, artefice di tante iniziative nell’ambito della cooperazione agricola della zona del “mezalone”.

Andrea fu a lungo un personaggio di grande rilievo della zootecnia trentina a cavallo della Seconda guerra mondiale. Fu anche presidente della Federazione Provinciale Allevatori di Trento. A De Stanchina seguirono il presidente Tobia Podetti, dopo diversi anni Luigi Zanotelli di Livo e quindi Renzo Marchesi, un allevatore di Rumo che ha frequentato la scuola casari di Thiene, ed è tuttora in carica. Zanotelli ha portato nella società una ventata di modernità e di sviluppo.

Dario Bacca, casaro responsabile subentrato a Mario Ciatti, è andato in pensione con il primo gennaio del 2011 e si dedica a tempo pieno alla coltivazione dei piccoli frutti. Casaro ora è un giovane del posto, Samuel Vender, sulla cui bravura punta naturalmente la società. Come per Castelfondo e Fondo si ricorda che alla società di Rumo, verso gli anni Settanta, aderirono numerosi produttori dei vicini paesi di Proves e Lauregno della provincia di Bolzano. Produttori di latte sudtirolesi che oramai sono parte integrante e una componente importante della base sociale.

 

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CONSORZIO PRODUTTORI AGRICOLI RUMO
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